DUE ATTACCANTI CHE SI GIOCANO IL FUTURO A MOENA

DUE ATTACCANTI CHE SI GIOCANO IL FUTURO A MOENA

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Firenze 12 Settembre 2015 Firenze stadio Artemio Franchi campionato serie A TIM Fiorentina vs Genova Nella Foto ESULTANZA GOL BABACAR CON ROSSI © 2009 Massimo Sestini All rigths reserved

Mercato viola fermo, qualcosa si muoverà in entrata (probabilmente) nel prossimi giorni. Così fa filtrare la Fiorentina, senza tuttavia doversi aspettare nomi altisonanti. O giocatori di alto calibro. Almeno per il momento. Ea dieci giorni dal ritiro di Moena, Paulo Sousa è praticamente rassegnato all’idea di dover iniziare la preparazione con al massimo uno/due pedine nuove per il suo scacchiere. Difficilmente potenziali titolari, tra l’altro. Con il gruppo che si ritroverà a Firenze da mercoledì prossimo, tra visite mediche ed allenamenti al centro sportivo. Poi via verso il Trentino. Una decina di giocatori ‘veri’, più tanti giovani. 15-20 ragazzi aggregati alla prima squadra, con la speranza di potersi mettere in mostra.

Paulo Sousa, insomma, dovrà fare fin da subito di necessità virtù. Lavorare con il materiale a disposizione, tra nuove idee e la voglia di archiviare lo spento finale di stagione scorso. Soggiorno in Trentino, però, particolarmente importante per due giocatori non da poco. Giuseppe Rossi e Khouma Babacar. Due attaccanti che, per motivi diversi, si giocano parte di futuro a Moena.

Pepito torna in viola dopo i sei mesi al Levante. 6 gol (più uno annullato ingiustamente) e 2 assist in 17 presenze nella Liga. Riassaporerà il gruppo viola, trovando alcuni vecchi compagni… e soprattutto Paulo Sousa.L’allenatore che giusto un anno fa, a Moena, gli dette fiducia, programmando nel dettaglio insieme allo staff viola un percorso preciso per farlo tornare giocatore integro e utilizzabile. L’inizio in sinergia, poi la divergenza di vedute:uno, Rossi, con la voglia matta di dimostrare sul campo di poter tornare ai suoi livelli; l’altro, Sousa, con una squadra che viaggiava allora a mille, non disposto a cambiare assetto tattico per provare a valorizzare il numero 22 viola.Risultato: poche occasioni concesse sul campo a Rossi, e non ben sfruttate dallo stesso Pepito. Spesso prima punta come sostituto di Kalinic (lavoro imparagonabile tra i due sul campo), a volte seconda punta ma mai davvero libero di giocare come ai vecchi tempi. E oltretutto, condizione fisica non ottimale, gambe imballate e appesantite e qualità che stentava ad emergere. Quindi la voglia di misurarsi, da titolare praticamente inamovibile, altrove. Preso il volo verso la Spagna, subito in campo con il Levante. Continuità, belle giocate e gol. Ora però la voglia di continuare a crescere. E giocare. Riuscirà a farlo con Sousa? Solo il rapporto diretto tra i due, gli allenamenti e gli scambi ravvicinati potranno dirlo.

Discorso simile per Babacar. Uno che Corvino terrebbe volentieri in viola, visto che è una sua vecchia ‘pianticella’ ormai ben cresciuta. L’anno scorso, però, è arrivato il flop proprio nella stagione che doveva consacrare il senegalese. Partenza a rilento in ritiro per condizione fisica precaria (veniva dall’infortunio al termine del 2014/2015), e caratteristiche ben diverse da quelle di Kalinic e dal tipo di lavoro che richiedeva Sousa alla sua prima punta. Dopo il rinnovo a cifre da top player, Baba è stato subito scavalcato nelle gerarchie da Kalinic, per poi ritagliarsi solo un ruolo marginale per tutta la stagione (24 presenze e 7 gol in tutta l’annata). Quindi il lecito interrogativo: giusto tenere in rosa una riserva con ingaggio pesantissimo, e che può avere mercato importante?Soprattutto in regime di autofinanziamento? La domanda se la sono posti ovviamente all’interno della società viola. Se Sousa continua a ‘non vedere’ Babacar, giusto mandar via il senegalese. Sarebbe un mezzo delitto, però, cedere un (altro) prodotto importante del tuo vivaio per poi magari vederlo esplodere altrove. Del resto, Baba è ancora giovane (classe ’93), seppur con già diversi anni importanti alle spalle. Materiale per lavorarci insomma c’è, così come resta la forte voglia di Khouma di imporsi nella sua Firenze. Una sorta di orgoglio e rivincita personale, sempre esternata dall’attaccante. Uno scatto mentale, tra l’altro, che ha portato Baba a lavorare duramente durante l’estateper recuperare al meglio dall’infortunio di fine stagione e presentarsi in condizione per Moena. Insomma, per il suo futuro potrebbe non esser detta l’ultima parola, ed i giorni a Moena con Sousa potrebbero servire per far cambiare idea al tecnico portoghese.

Sousa, del resto, dovrà provare anche le nuove idee tattiche e filosofiche con il materiale a disposizione, e chissà che non possa ricevere risposte inaspettate da chi non era stato promosso a pieni voti nella sua prima stagione in viola. Dall’idea di tridente offensivo all’ipotesi di Fiorentina a due punte, tutti aspetti che saranno provati dai primi giorni di Moena. Con i tanti Nazionali che saranno assenti, ma con diversi calciatori che, in Trentino, si giocano una parte importante del proprio futuro.

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