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Passa in archivio il penultimo appuntamento continentale per clubs, il secondo in ordine di importanza. La finale di ieri è stata una bella partita dai due volti dove si sono affrontate squadre che forse si aspettavano di più dai risultati dei rispettivi campionati nazionali. Ha vinto la squadra che ci ha creduto di più, la squadra che per il terzo anno consecutivo ha dimostrato che il collettivo può contare sicuramente di più dei singoli campioni e degli introiti generali della società. Il Siviglia così come l’ormai osannato Leicester dovrebbero essere un esempio per tante realtà europee che spesso si lasciano sopraffare dalle grosse potenze economiche che fanno parte del mondo del calcio. Onore anche agli sconfitti britannici del Liverpool che hanno saputo reagire davanti ad un inizio di stagione devastante guidati da un condottiero che,  nonostante le cinque finali consecutive perse, ha dimostrato ancora una volta di avere un carisma ed una preparazione degna dei migliori allenatori. Avrà modo di rifarsi sicuramente nella stagione prossima anche senza competizioni europee. Chi sicuramente ha perso è stata la direzione di gara che, ancora una volta, come è successo spesso quest’anno, ha dimostrato che anche a livello dirigenziale, chi gestisce lo sport più famoso in Europa ha molto da lavorare.
È stata una manifestazione che ha visto protagonista nelle ultime tre stagioni anche la Fiorentina. Una società quella viola che è sempre partita ad inizio di stagione con un occhio di riguardo per questa competizione almeno per quanto riguarda i propri tifosi e le dichiarazioni dei diretti interessati ovvero tecnici e giocatori. Un po´meno forse, e questa è un´impressione generale, da chi dovrebbe dare una spinta morale ed economica, quasi fosse un peso. Ma questa è sempre stata una caratteristica di chi ultimamente comanda le principali squadre italiane, fattore che poi ha portato il ranking europeo della nostra federazione nella posizione attuale.
Quest’anno comunque, nonostante la partenza eccezionale della Fiorentina nel campionato italiano, abbiamo notato, a differenza delle due stagioni  precedenti,  un po’ più di difficoltà soprattutto a livello di atteggiamento e organizzazione. Problematiche poi riscontrate sia nella coppa nazionale, molto abbordabile, che in tutta la seconda parte della stagione nonostante le grosse aspettative e il grande entusiasmo che si era creato in generale nell’ambiente cittadino.
Vedendo comunque il gioco espresso dalla squadra per gran parte della stagione ed il livello almeno sulla carta delle squadre arrivate in fondo all’Europa League, anche pensando ai fatturati, potrebbe sembrare un grande ed ulteriore rimpianto, ma se guardiamo attentamente le partite soprattutto dai sedicesimi in poi, le compagini “straniere” hanno complessivamente atteggiamenti, organizzazioni e soprattutto mentalità ancora molto lontani dai nostri standard.  È soprattutto qui che la società viola dovrà lavorare sia in fase di campagna acquisti prima che in preparazione poi, sperando che non sia da anticipare troppo per colpa dei preliminari e anche approfittando di un gruppo che non sarà decimato in maniera importante dalle competizioni delle varie nazionali. La città e i propri tifosi sono sicuramente pronti, da diverso tempo ormai.

 

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