Guerra civile

Guerra civile

334
0
Condividi
Logo Fiorentina

Adesso è tutti contro tutti”, dice un Silvio Berlusconi interpretato dall’ottimo Paolo Pietrobon nella fiction 1993. Serie che racconta uno dei periodi storici più bui della Repubblica italiana, che ha come slogan la suddetta frase. La quale si adatta perfettamente, con le dovute proporzioni, alla situazione attuale della Fiorentina.

In primis, è la famiglia Della Valle contro i tifosi. O meglio, i contestatori della gestione societaria dei marchigiani. Se le parole di Diego sono forti ma digeribili, Andrea stavolta è andato sul pesante, annunciando un “passo indietro”, vista la sua impossibilità a comprendere le motivazioni delle critiche piovute sulla testa della società. Allo stesso tempo, la Curva Fiesole adopera parole dure contro i Della Valle, rei di non essere mai riusciti ad accendere la passione intorno ai colori viola.

Si cambia scenario ma la situazione di conflitto resta tale: Gonzalo, nella sua commovente conferenza stampa di addio, si dice deluso dall’atteggiamento della società, accusata di non aver mostrato interesse per il capitano della Fiorentina. Passano poche ore e Corvino si scaglia contro l’argentino, accusato di non aver detto la verità sulla vicenda in questione. Argentino difeso poi da un uomo del suo entourage, Palito Ortega, il quale a sua volta “sbugiarda” Pantaleo, aggiungendo che il suo comportamento serve solo a “pararsi il culo”.

Infine, c’è un Paulo Sousa avverso da mesi a società e stampa. Visto il clima in casa Fiorentina, non ci sarebbe da stupirsi se, a conclusione della sua avventura a Firenze, il portoghese nei prossimi giorni si togliesse sassi grossi come macigni dalla scarpa.

Che caos. Una sorte di “Guerra civile” si è scatenata a Firenze, e chi pagherà le scorie di questo clima è proprio la Fiorentina. Mai così disunita nell’era Della Valle. Un contesto che di certo non favorisce il programma di ricostruzione che la società viola si accinge ad operare in estate. Un contesto nel quale ciascuno accusa gli altri, invece di ammettere le proprie responsabilità. Una gara a chi è più permaloso, nella quale la proprietà, accusata di essere troppo assente, annuncia un’ulteriore riduzione del coinvolgimento nelle strategie della Fiorentina. Incapace, appunto, di comprendere il malessere dei tifosi disinnamorati, accusati a loro volta di non riuscire a riconoscere i sacrifici compiuti dalla famiglia Della Valle per la Fiorentina.

Chi ha ragione tra tifo e proprietà? Chi ha ragione tra Gonzalo e Corvino? E tra Sousa e la società? Domande alle quali ciascun tifoso viola ha in mente una personale risposta, ma che lasciano il tempo che trovano. Quel che resta sono le cupe nubi sopra il cielo di Firenze, che oscurano programmi e progetti gigliati, ora in uno stato di continua incertezza. Apprensione per il futuro del progetto stadio; insicurezza sulla permanenza dei Della Valle a Firenze; scetticismo sulla annunciata rifondazione estiva, che non poteva partire con premesse peggiori. Comunque la si veda, il futuro della Fiorentina resta la maggiore preoccupazione. Un tutti contro tutti che non rende onore alla maglia viola. Che proprio non si merita questo caos. Non con questi toni.

Comments

comments

LASCIA UN COMMENTO

*