siamo nelle mani dell’uefa

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Marco De Santis, giornalista esperto di UEFA e questioni economiche nel calcio, ha così parlato a proposito della possibile esclusione del Milandall’Europa League, che potrebbe così favorire la Fiorentina:

“Abbiamo seguito un po’ tutti le vicende dell’ultimo anno. Il Milan nel triennio 2014-17 ha accumulato un deficit alto di bilancio, poco sotto i 200 milioni ma comunque maggiore rispetto ai 30 richiesti dall’UEFA con il fair play. Nella scorsa estate presentarono un voluntary agreement, rifiutato per due motivi: in primis era stato ritenuto un po’ troppo ottimistica la previsione sui ricavi, in seconda battuta – ed è ancora attuale – la UEFA chiede che dimostrino una continuità aziendale della società. Chiarezza sull’interlocutore. In questo momento il Milan ha un proprietario che ha affidato la squadra ad un fondo speculativo, Elliott, che va rifinanziato o estinto. Non esistono le speranze ventilate da Fassone: la UEFA ha bisogno di certezze. La continuità aziendale è un requisito primario. Anche in passato altre società sono state escluse dalle competizioni per questo motivo, e non si possono fare grandi strappi alla regola. Un conto è fare uno strappo sulle sponsorizzazioni, un conto è parlare con una società che non si sa ancora se tra 3 anni ci sarà. Il Milan ha provato un accordo per rientrare in più anni del deficit ma la UEFA ha detto di no. E il ventaglio di sanzioni vanno da una semplice ammenda all’esclusione. Se decidessero oggi quest’ultima sarebbe la più probabile: il Milan ha un mese di tempo per dimostrare la continuità aziendale alla UEFA. Se lo fanno hanno ancora speranze di avere solo una sanzione dura, ma che non comporti l’esclusione dalle coppe. Il rischio è molto elevato: se non fossero una società così importante sarebbe il 100%. Per dire, qualche anno fa hanno escluso il CSKA Sofia per 200mila euro non pagati all’interno di un settlement agreement. Quindi se vogliono, lo fanno. Alla Roma ad esempio hanno dato concessioni perché hanno visto una società virtuosa, capace di generare plusvalenze. Basandosi sul regolamento e sul fatto che la Camera finale al 90% delle volte tende ad escludere le squadre e non lo fa solo se vengono risolte le questioni, il rischio di arrivare così a giugno è enorme. Il Milan ha chiesto a Elliott di spostare una scadenza proprio per spostare da “correnti” a “non correnti” dei debiti che gli eviterebbero problemi anche con la Federcalcio, che però ha regole meno stringenti da questo punto di vista: basta riuscire ad arrivare a fine campionato. Se la UEFA dovesse prendere la decisione entro il 26 luglio, allora la posizione dell’Atalanta sarebbe presa dalla Fiorentina. Ho visto però anche squadre eliminate dalla competizione, perciò la deadline finale per la Fiorentina sarà quella della partita ma per ovvi motivi credo che la UEFA prenderà la decisione entro giugno. Tutto è nelle loro mani”.

tmw

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